
Il cotone è la fibra naturale tessile più diffusa al mondo.
Naturale significa anche biologico?
Assolutamente no. A causa dell’enorme richiesta la produzione di cotone negli anni è stata intensificata e per rendere le piante il più possibile immuni alle malattie i semi vengono trattati con sostanze chimiche dannose per l’ambiente e per l’uomo. Secondo il Pesticide Action Network UK, le colture di cotone usano il 6% dei pesticidi del mondo, più di qualsiasi altra grande coltura. L’agricoltura ad alta intensità chimica spinge l’ecosistema di anno in anno verso rendimenti più elevati, aumentando così i danni provocati. L’agricoltore esposto ai pesticidi si ammala di gravi patologie e le falde acquifere vengono inquinate con ripercussione negative anche nel mondo animale.
Cosa significa cotone biologico?
Il cotone biologico è cotone prodotto e certificato secondo gli standard dell’agricoltura biologica.
Sostiene la salute di suoli, ecosistemi e persone utilizzando processi naturali anziché artificiali.
Non consente l’uso di sostanze chimiche tossiche o OGM (organismi geneticamente modificati).
Unisce tradizione, innovazione e scienza a beneficio dell’ambiente e promuove una buona qualità della vita per tutti i soggetti coinvolti nel processo produttivo.
Il cotone biologico riduce l’impatto ambientale. Non danneggia il suolo, ha un impatto minore sull’aria e utilizza il 95 per cento di acqua verde (acqua piovana e acqua presente nel suolo). Il cotone convenzionale utilizza circa il 16% degli insetticidi del mondo e il 6% dei pesticidi.
Il cotone biologico favorisce un terreno sano e quindi un notevole risparmio di acqua, circa 1930 litri d’acqua in meno per ogni tonnellata di cotone organico prodotto.
Il cotone biologico è ipoallergenico quindi non causa irritazioni alla pelle.
Il cotone biologico ha le fibre naturali più morbide poiché non è stato trattato con prodotti chimici aggressivi.
Come riconoscere il cotone organico?
Per assicurarsi che un prodotto sia realizzato con cotone organico è fondamentale controllare l’etichetta.
Solo la presenza di una certificazione riconosciuta può garantirti che quel capo contenga cotone organico. Quelle più diffuse sono: OCS e GOTS. Queste certificazioni garantiscono che nell’intera filiera produttiva, siano rispettati gli standard qualitativi previsti dalla normativa:
SGRANATURA > FILATURA > TESSITURA > LAVORAZIONE > TINTURA > FINITURA > TAGLIO E CUCITURA
Il Global Organic Textile Standard GOTS è il più importante standard per la produzione sostenibile e garantisce al consumatore che i prodotti tessili biologici siano ottenuti nel rispetto di stringenti criteri ambientali e sociali applicati a tutti i livelli della produzione, dalla raccolta in campo delle fibre naturali alle successive fasi manifatturiere, fino all’etichettatura del prodotto finito.
L’Organic Content Standard OCS è promosso a livello internazionale da Textile Exchange, prevede il rilascio di una dichiarazione ambientale che valida il contenuto di fibre naturali da agricoltura biologica nei prodotti tessili e garantisce la rintracciabilità lungo l’intera filiera produttiva di materie prime, prodotti intermedi e prodotti finiti.
Good news
Il rapporto sul mercato del cotone biologico del 2019 di Textile Exchange rivela che dal 2017 al 2018 c’è stata una crescita del 56% nella produzione globale di cotone biologico.
Gli ultimi dati mostrano che la produzione globale di fibra di cotone organico ha raggiunto 180.971 tonnellate fra il 2017 e il 2018.
Quando scegli il cotone organico anziché quello convenzionale stai contribuendo anche tu al risparmio di acqua ed energia e alla riduzione di emissioni di carbonio.
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