
Dal 2015 ogni anno Legambiente concede l’Ecolabel (ISO 13009) ‘Lidi sostenibili’ a tutti quei lidi che dimostrano di rispettare i principi di ecosostenibilità delle spiagge. Questo significa compiere scelte in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale, con offerte turistiche che garantiscano prodotti locali e a chilometro zero, utilizzo di energia rinnovabile e implementazione di sistemi di gestione del ciclo di acque e rifiuti.
La certificazione ecolabel è concessa ai lidi che partecipano al protocollo e che dimostrano di rispettare alcuni principi di ecosostenibilità spiagge come:
Il libero accesso al mare
La gestione ecosostenibile degli spazi
La definizione di attività sostenibili
La salvaguardia della natura
Il rispetto delle risorse naturali
La comunicazione della cultura dei luoghi
Le attività educative, formative e culturali rivolte alla clientela e alla comunità
Anche senza certificazione Ecolabel sono sempre di più gli stabilimenti che hanno deciso di intraprendere una svolta ecocompatibile, adottando scelte di sostenibilità ambientale.
Lo racconta il report “Spiagge 2019” di Legambiente: “ In questi anni c’è stato un vero e proprio boom degli stabilimenti green.
Dal Cilento al Salento, da Ravenna a Viareggio, passando per il Parco di Migliarino San Rossore per arrivare all’area protetta di Torre del Cerrano sono tanti gli stabilimenti che hanno deciso di intraprendere una svolta green, scegliendo ad esempio di essere “plastic free” e di coinvolgere i bambini in progetti di educazione ambientale come fa il Lido Idelmery – Arma di Taggia in Liguria, che oltre ad attuare con l’Università di Savona un progetto di gestione della Posidonia spiaggiata con cartelli esplicativi, ha anche realizzato un libro per i bambini “Il viaggio di Posidina” e sollecitato l’abbandono della plastica usa e getta offrendo ai clienti un kit di piatti e posate compostabili. Ci sono stabilimenti che sono impegnati nella riscoperta del territorio e nel recupero delle dune costiere come ha fatto la Poseidonia Beach Club – Marina di Ascesa, in Campania, e il RIMP – Rete delle imprese della Marina del Parco (in Toscana). Chi ha deciso di puntare su prodotti bio come accade per il progetto Happy Bio nato dalla collaborazione tra Confcommercio e Camera di Commercio di Ravenna, stabilimenti balneari della costa romagnola e fattorie delle colline forlivesi. Chi è in prima linea per difendere le tartarughe marine come Lidi Tartalove – Maremma, Toscana.
In molte realtà c’è poi una proficua collaborazione tra Comuni e balneari ha portato ad una offerta di qualità con strutture leggere che consentono di vedere il mare senza barriere e di far convivere parti in concessione e libere, come avviene con grande successo da diversi anni a San Vito Lo Capo. Non mancano, infine, le esperienze virtuose su scala regionale come quelle sulla costa veneta, con le iniziative portate avanti da Unionmare Veneto, sulla costa pugliese, dove Confartigianato ha promosso l’opzione plastic free su 200 stabilimenti balneari e sul litorale Toscano dove Regione e Toscana Promozione stanno portando avanti il progetto Costa Toscana Sostenibile.”
Ottime notizie per il nostro territorio!
Scelte green per turisti sempre più attenti all’impatto sull’ambiente.





